Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
ambasciata_brazzaville

IMMATRICOLAZIONE UNIVERSITA' PER GLI STUDENTI STRANIERI. ANNO ACCADEMICO 2017-2018. PUBBLICAZIONE DEI CALENDARI E AVVIO APERTURA PRE-ISCRIZIONI.

Data:

27/03/2017


IMMATRICOLAZIONE UNIVERSITA' PER GLI STUDENTI STRANIERI. ANNO ACCADEMICO 2017-2018. PUBBLICAZIONE DEI CALENDARI E AVVIO APERTURA PRE-ISCRIZIONI.

AVVISO

Si segnala che agli indirizzi www.universitaly.it e www.studiare-in-italia.it/studentistranieri sono pubblicate le procedure e tutti i moduli necessari per l'accesso degli studenti stranieri ai corsi universitari per l'anno accademico 2017/2018, che si invita a consultare con la massima attenzione.

Le date utili per le preiscrizioni degli studenti stranieri e degli studenti internazionali, comunicate dal MIUR, sono dal 20 MARZO al 21 LUGLIO 2017.

COMPENDIO
Sulle procedure per la trattazione delle domande di visto d’ingresso per STUDIO per “Immatricolazione Università” di studenti stranieri per l’anno accademico 2017/2018

1.Premessa

Il visto per STUDIO “Immatricolazione Università” (visto nazionale di tipo “D” a ingressi multipli, della durata di 365gg, può essere rilasciato per consentire l’immatricolazione in Italia degli studenti stranieri a:
corsi di laurea e laurea magistrale;
corsi di formazione presso le istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica;
alle condizioni e nei tempi previsti dalle disposizioni di cui alla circolare del MIUR, di concerto con MAECI e il MININTERNO del 28 febbraio 2017.
Previa acquisizione della documentazione che attesti il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, accertata l’ammissione dello studente straniero al corso prescelto, la Rappresentanza rilascia il visto Studio per immatricolazione università.
Le Università comunicano alle competenti rappresentanze gli elenchi degli studenti ammessi ai loro corsi.
Il visto per STUDIO “Immatricolazione Università” di tipo D è rilasciato allo studente che abbia dimostrato di aver superato le prove di ammissione, se previste, e di idoneità linguistica al corso universitario prescelto, o che sia esonerato da tale ultima prova per effetto della titolarità di certificazione linguistica riconosciuta. Per la partecipazione alle prove di ammissione e/o a quelle di idoneità linguistica si rilascia un visto C (vedi punto 3) .

In nessun caso, è previsto il rilascio di tale tipologia di visto in favore di stranieri iscritti ad anni accademici successivi a quello di immatricolazione, né sarà possibile rilasciare visti di reingresso a studenti immatricolati e in attesa di rilascio del primo permesso di soggiorno.

A decorrere dall’entrata in vigore del Decreto Interministeriale MAECI-MEF del 15 febbraio 2016 (modifica della Tabella di cui all'art. 64 del Decreto Legislativo 3 febbraio 2011, in attuazione dell'art. 1.621 della legge 28 dicembre 2015, n. 208) a tutte le domande di visto nazionale per “studio” si applica una tariffa di euro 50.

2. Requisiti
Per ottenere il visto d’ingresso per motivi di STUDIO “Immatricolazione Università” e, successivamente, il permesso di soggiorno, lo studente straniero deve dimostrare il possesso dei seguenti requisiti:

a)Mezzi economici di sussistenza per il soggiorno previsto.
I mezzi di sussistenza la cui titolarità deve essere dimostrata dallo studente sono quantificati in
448,07 euro al mese pari ad euro 5824,91 annuali, per ogni mese di durata dell’anno accademico (circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2017). Si tratta di requisiti economici minimi, la cui disponibilità in Italia andrà comprovata mediante disponibilità economiche personali o familiari o fornite da Istituzioni ed Enti italiani di accertato credito comprese le Università o da Governi locali o da Istituzioni ed Enti stranieri considerati affidabili dalla Rappresentanza diplomatica italiana. Per la dimostrazione di tale requisito non è idonea l’esibizione di denaro contante né di garanzie economiche fornite da persone estranee al nucleo familiare né l’esibizione di fidejussione bancaria o polizza fideiussoria.
La disponibilità dei mezzi di sussistenza e l’idoneità delle eventuali garanzie presentate dovranno
essere valutate dalla Sede in relazione al contesto locale. Per un corretto accertamento dei requisiti
economici ci si dovrà basare non tanto sul semplice valore nominale del saldo del conto corrente al
momento della richiesta del visto (che potrebbe derivare da un deposito una tantum o ad hoc),
quanto piuttosto su una valutazione di merito, relativa alla situazione economica complessiva della
famiglia dello studente, che deve essere idonea a garantire con certezza e su base mensile la somma
necessaria al sostentamento in Italia. Tale verifica si rende ancor più necessaria laddove non vi sia
ancora la certezza che lo studente otterrà una borsa per il diritto allo studio.

b. Disponibilità della somma occorrente per il rimpatrio.
Tale importo si aggiunge al requisito minimo di 5824,91 euro l’anno e può essere provata anche con
l’esibizione del biglietto di ritorno.

c. Disponibilità di un idoneo alloggio nel territorio nazionale.
A tal fine vanno calcolate le risorse economiche necessarie o va fornita idonea dichiarazione di
ospitalità.

d. Copertura assicurativa.
Lo studente deve dimostrare di disporre di un’adeguata copertura assicurativa per cure mediche e
ricoveri ospedalieri (art. 39 c.3 T.U. n. 286/1998 e Direttiva 01.03.2000 del Ministero dell’Interno), di cui lo studente dovrà dimostrare il possesso all’atto della richiesta del permesso di soggiorno. A tal fine, sono ammesse le seguenti formule:
i) dichiarazione consolare attestante il diritto all'assistenza sanitaria che derivi da Accordo tra
l'Italia e il Paese di appartenenza;
ii) polizza assicurativa straniera, accompagnata da dichiarazione consolare sulla sua validità in
Italia, sulla sua durata e sulle forme di assistenza previste, che non dovranno comportare
limitazioni od eccezioni alle tariffe stabilite per il ricovero ospedaliero urgente per tutta la sua
durata;
iii) polizza assicurativa con Enti o società nazionali, quali ad esempio l'Istituto Nazionale delle
Assicurazioni, I.N.A. che offre in Convenzione con il Ministero della Salute un’apposita polizza
per la copertura di tali rischi; in caso di altri Enti o società diversi dall’I.N.A. la polizza dovrà
essere accompagnata da una dichiarazione dell’ente assicuratore che specifichi l’assenza di
limitazioni od eccezioni alle tariffe previste per il ricovero ospedaliero urgente per tutta la sua
durata.

e. Dichiarazione di valore in loco.
Le Rappresentanze diplomatico-consolari sono competenti per il rilascio della dichiarazione di
valore in loco, ai fini dell’accesso agli studi universitari, dei titoli di scuola secondari conseguiti dagli studenti stranieri nel paese d’origine (art.46 c.6 del DPR 334/99).
Le Università e le istituzioni AFAM, ai sensi della legge 11 luglio 2002, n.148 di ratifica della Convenzione di Lisbona, per finalità di accesso ai loro corsi, possono avvalersi anche di attestazioni sulla validità del titolo di studio di studenti stranieri, rilasciate da un centro ENIC (European Network of Information Centres in the European Region) – NARIC (National Academic Recognition Information Centres in the European Union) che in Italia è l’Associazione CIMEA.
La dichiarazione di valore rilasciata dalle Rappresentanze Diplomatico-Consolari è comunque necessaria ai fini del rilascio del visto d’ingresso.

f. Certificazione linguistica.
i) Corsi in italiano. Per l’iscrizione a corsi di laurea tenuti in lingua italiana è necessaria
un’adeguata conoscenza dell’italiano, che dovrà essere provata dallo studente e/o accertata
dalla Rappresentanza. Lo straniero potrà dimostrare l’adeguata conoscenza della lingua italiana
attraverso le certificazioni delle Università per Stranieri di Siena e di Perugia, della Terza
Università degli studi di Roma, dell’Università per Stranieri non statale legalmente riconosciuta
“Dante Alighieri” di Reggio Calabria, della Società Dante Alighieri anche in convenzione con gli
Istituti italiani di Cultura all’estero o altri soggetti, o di attestati di frequenza rilasciati da altre
Università che abbiano istituito corsi, ovvero di altre certificazioni/diplomi riconosciuti ai fini
dell’esonero dalla prova di conoscenza della lingua italiana.
Qualora non sia possibile conseguire tale certificazione, le Rappresentanze potranno richiedere
analoga certificazione rilasciata da altri soggetti ritenuti localmente affidabili, ferma restando la
necessità che lo studente superi il previsto esame obbligatorio di lingua presso l’Istituzione
(Università o AFAM) italiana prescelta.
Nell’ipotesi in cui lo studente straniero non sia in grado di produrre tale documentazione, la sua
conoscenza della lingua italiana potrà essere verificata dalle Rappresentanze diplomatico-consolari
attraverso un colloquio in occasione della richiesta di visto. Tale colloquio, pur senza
pregiudicare gli esiti dell’esame obbligatorio di cui sopra, dovrà accertare se lo studente
possieda una conoscenza minima della lingua tale da rendere ipotizzabile e credibile uno studio
in italiano a livello universitario.
Si sottolinea che la verifica preliminare di una conoscenza adeguata dell’italiano è di particolare
rilevanza per le rappresentanze diplomatico-consolari operanti in Paesi ad alto rischio di
immigrazione illegale.

ii) Corsi in lingua straniera. Per gli studenti stranieri che intendano iscriversi a corsi universitari
tenuti in lingua straniera non si rende necessario il possesso di una specifica certificazione, a
meno ciò non sia richiesto dai singoli Atenei, nell’ambito della propria autonomia universitaria.
Tuttavia, nelle sedi a elevato rischio migratorio, al fine di evitare domande di visto meramente
strumentali, si renderà necessario dimostrare la conoscenza della lingua straniera mediante
idonea certificazione, ritenuta localmente affidabile.

3.Rilascio di Visto Schengen Uniforme (VSU)
Per consentire al candidato di partecipare a prove di ammissione ed esami di idoneità linguistica presso gli Atenei di destinazione, le Rappresentanze concedono un visto di ingresso di breve durata (Visto Schengen Uniforme per “turismo”), accertata la sussistenza delle condizioni e requisiti previsti per tale tipologia di visto.
La Rappresentanza diplomatico-consolare competente rilascerà il visto di ingresso nazionale per STUDIO “Immatricolazione Università” solo a seguito dell’ammissione dello studente a partecipare al corso prescelto, una volta che questi sia rientrato nel proprio paese.

4. Casi particolari
a) Studenti in attesa del primo permesso di soggiorno o del rinnovo.
Agli studenti immatricolati a un corso universitario e in attesa del rilascio del primo permesso di soggiorno, la normativa generale non consente il rilascio di un visto di reingresso.
Tuttavia (circolare del Ministero dell’Interno n. 400/A/2009/P/1164/12.214.39 del 2 marzo 2009, diramata con messaggio ministeriale 306/91358 del 16 marzo 2009) è consentito ricevere, in casi eccezionali e previo nulla-osta della Questura competente, il visto di reingresso.
Agli studenti stranieri in possesso invece di ricevuta (postale) di richiesta di rinnovo del permesso, è
consentito il reingresso in Italia senza necessità di munirsi del visto e senza ulteriori adempimenti ma solo facendo ingresso direttamente da una frontiera esterna italiana e senza transitare in altri Paesi Schengen.

b) Studenti che riprendono gli studi dopo un’interruzione
Gli studenti che -immatricolati in anni precedenti- hanno sospeso gli studi si vengono a trovare nella condizione di avere un permesso di soggiorno scaduto e/o non rinnovato e si rivolgono agli Uffici Visti per ottenere un nuovo visto d’ingresso per riprendere e continuare la carriera accademica.
Tali richieste, spesso presentate durante ogni periodo dell’anno presentano particolari difficoltà di
gestione. Non è infatti consentito rilasciare visti di studio (immatricolazione università) per anni successivi a quello di immatricolazione. Va tuttavia considerato che uno studente già immatricolato in anni precedenti non può per legge essere nuovamente immatricolato in quanto l’immatricolazione ha una durata legale di otto anni: pur se lo studente sospende gli studi, resta comunque immatricolato all’ateneo, mantenendo il posto occupato nel contingente di riferimento del primo anno di immatricolazione e non può quindi essere destinatario di un posto in un nuovo contingente, finché la sua immatricolazione non si esaurisce. Solo nel caso in cui egli presenti all’Ateneo la rinuncia agli studi, lo studente viene a perdere di fatto completamente la propria pregressa carriera accademica.
Nell’ottica di non penalizzare studenti già immatricolati e che per giustificati motivi si vengono a trovare in tale situazione, lo studente può presentare all’Ufficio visti il certificato di regolare iscrizione al rispettivo anno accademico rilasciatogli dall’Ateneo con l’elenco degli esami universitari sostenuti, una propria lettera motivata e sostenuta il più possibile da documentazione che avvalori le ragioni della sospensione degli studi. L’Ufficio visti trasmetterà la documentazione completa presentata dallo studente alla competente Questura che aveva rilasciato il permesso di soggiorno, richiedendo il nulla osta al reingresso.


255